Archive for the ‘Uncategorized’ Category

La Georgia nel cuore parte da Milano

gennaio 30, 2009

Fantastica manifestazione, tanti amici italiani e georgiani si sono riuniti nella sede del CAI a Milano per salutare la nascita dell’Associazione “la Georgia nel cuore”.

ninoba21

Un nuovo caso Politkovskaya

gennaio 23, 2009

Il Corriere della sera ha pubblicato il 20 gennaio un importante commento di Paolo Lepri.
L’occasione da cui prende spunto l’articolo è l’assassinio Markelov:il 19 gennaio, verso le 14:30 locali, nel pieno centro di Mosca nei pressi della stazione Kropotkinskaya della metropolitana, a un quarto d’ora di cammino dal Cremlino, uno sconosciuto ha ucciso con un colpo di pistola l’avvocato Stanislav Markelov. È stata ferita anche la giovane giornalista Anastasya Baburova, poi deceduta in ospedale, una collaboratrice della Novaya gazeta, lo stesso giornale per cui lavorava Anna Politkovskaya, assassinata l’8 ottobre 2006.

Dopo aver osservato, che “molte altre volte nell’era del putinismo i giornalisti che cercano di sfidare il potere vengono uccisi in mezzo alla strada” e che attorno a questi omicidi c’è troppo silenzio in Occidente, ricorda l’assassinio di Politkovskaya e il silenzio di Putin, che impiegò due giorni per fare un commento. Uno sprezzante commento peggiore del silenzio: per lui Anna Politkovskaya era solo una persona “che non aveva influenza nella vita politica russa”.
Per Lepri, “delitti e trame oscure non sono che il segnale più evidente della malattia di un Paese dove quello che si può chiamare, in sintesi, il «deficit democratico» sta toccando livelli di pericolosità allarmante. Revival di volontà di potenza, aggressività economica, nostalgie autoritarie, indulgenze post-sovietiche, disprezzo per le regole delle società aperte sono le caratteristiche del regime guidato dall’ex agente del Kgb: un uomo che ha cambiato negli ultimi tempi solo il taglio dei suoi vestiti”.
E conclude: “Il nuovo presidente americano Barack Obama è chiamato da oggi a tentare di risolvere tutti i problemi del mondo. Non sarà facile riuscirci, ma gli va subito chiesto di mettere il dossier Russia in testa alle pratiche da sbrigare con urgenza. Il successore di Bush sa che i diritti umani sono un valore universale e che i loro principi sono vincolanti anche se tradotti in cirillico. Se necessario imparando a trattare Putin non come un partner ma come un avversario”.

Leggi l’articolo completo

Mercoledi 28 gennaio 2009, alle 17,30, a Trento, nella Sala degli Affreschi della Biblioteca comunale (Via Roma 55) il Centro Studi sulla Storia dell’Europa Orientale organizza l’incontro-dibattito Un nuovo caso Politkovskaya. Interviene Giovanni Bensi.

Con la Georgia nel cuore…a Milano Domenica 25 gennaio

gennaio 22, 2009

Riceviamo e pubblichiamo volentieri:
L’associazione “Con la Georgia nel cuore” invita tutti i nostri compatrioti e amici italiani a riunirsi il 25 gennaio nella sede del CAI di MIlano (in Via Silvio Pellico 6 alle ore 10:00) per festeggiare insieme la fondazione dell’associazione e per condividere insieme la nostra gioia di avere sempre “La Georgia nel cuore”.
Desidero augurare alla nostra cara Patria che ha tanto sofferto nell’anno appena trascorso di poter decollare definitivamente verso un futuro glorioso. Con il nostro patrimonio culturale, la poesie, le arti figurativi e bei canti della nostra terra portiamo avanti un messaggio di fraterno amore che vuol essere un auspicio di libertà dei popoli e di vera pace.

Il programma della manifestazione

La Russia ce l’ha fatta: chiude la missione OSCE in Georgia

dicembre 22, 2008

(AGI) – Vienna, 22 dic. – L’Osce ha deciso di ritirare la sua missione in Georgia dal primo gennaio prossimo. La decisione segue l’opposizione di Mosca al suo mandato che si conclude il 31 dicembre. Lo ha annunciato la presidenza finlandese. “Un paese – si legge in una nota dell’Osce – non e’ in linea nel prolungamento della missione”. Il mandato degli osservatori dell’Ocse in Georgia scade formalmente il 31 dicembre ma il presidente di turno dell’Ocse, il ministro degli Esteri della Finlandia, Alexander Stubb, ne aveva chiesto ai 56 membri l’estensione di tre mesi. La Russia ha votato no perche’ chiedeva in cambio il riconoscimento delle regini separatiste, status ad oggi riconosciuto solo dalla stessa Russia e dal Nicaragua.

Osservatori OSCE nel Caucaso

Osservatori OSCE nel Caucaso

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Ci siamo, ecco la visione che la Russia ha dei rapporti internazionali, della pace e del progresso.
Auguriamoci ora che almeno Europa e Stati Uniti non abbandonino la Georgia, che non sacrifichino libertà e giustizia sull’altare degli “affari”. Capirà l’Europa, che fidarsi della Russia non porta da nessuna parte ?

Fare il giornalista in Russia…

settembre 28, 2008

non fa bene alla salute, si sa.  Ma chi poteva immaginare  quanti sono stati i giornalisti finiti male negli ultimi anni nella Russia contemporanea ? quella con cui facciamo affari, quella ricevuta nei salotti bene ?

Qualcuno si è preso la briga di fare il punto della situazione: Yasha Reibman sul settimanale TEMPI.

Ecco il PDF dell’articolo: http://www.sos-georgia.it/documenti/tempi.pdf

E’ indicativo che “questa Russia”… parli del Presidente georgiano Saakashvili come di un antidemocratico, servo degli americani, sanguinario, etc. etc.

http://www.sos-georgia.it/miti.htm

Un giorno nella “buffer zone”

settembre 19, 2008

 

Cari Amici

Da quando l’esercito russo ha lasciato Gori, dando così un “contentino” ai membri della comunità internazionale che più si sono prodigati per la causa della pace, alla stampa italiana (e non solo) sembra che tutti i problemi siano finiti, che le cose si stiano aggiustando.

In realtà i Russi sono arretrati solo di qualche chilometro, decretando ufficialmente la cosiddetta zona cuscinetto – o “buffer zone” – che penetra in territorio georgiano per svariati km, a partire dal confine con la regione georgiana dell’Ossezia del Sud fino ad arrivare in prossimità di Gori. Si tratta quindi della zona off-limits protagonista della guerra lampo di agosto.

Le informazioni che circolano riguardo questa zona sono terrificanti, si parla di pulizia etnica perpetrata da mercenari ossetini sotto il via libera del comando russo, di mine anti-uomo e delle più disparate razzie.
Parte della popolazione è riuscita a fuggire, coloro che sono rimasti si trovano totalmente isolati e privati dei beni primari.
Era necessario fare qualcosa per loro. Le organizzazioni umanitarie internazionali non possono entrare ma abbiamo trovato il modo di farlo tramite un Meupe (cardinale ortodosso) che nel frattempo, proprio allo scopo di portare aiuti, ha intessuto rapporti con un generale russo comandante nella zona occupata.
Non potevamo farci scappare questa preziosa occasione quindi, con grossi sforzi, abbiamo acquistato 35 tonnellate di cibo destinato a questa povera gente.

 

 

La mattina dell’8 settembre, in base alle informazioni ricevute,  decidiamo di spingerci al di là della zona cuscinetto e di portare sei tonnellate di farina in Ossezia del Sud,  in due villaggi georgiani particolarmente colpiti.

 

 

Ufficialmente partecipano alla missione esclusivamente preti e diaconi, mi chiedono quindi per sicurezza di indossare un abito talare e così faccio insieme al mio collaboratore Merab Mikeladze.
Passando il check- point di Karaleti i soldati russi ed ossetini ci squadrano con sguardo putiniano, trascorrono dieci minuti che mi sembrano un’ora.
 
La prima cosa che posso osservare sulla strada sono due nuove grandi basi russe a pochi km dal check- point:  questo mi fa capire che da lì non se ne andranno tanto presto.
Attraversando la “zona cuscinetto”  osservo una quantità di case bruciate, di negozi svaligiati e di carcasse di macchine.
In giro non si vede nessuno, tutti sono barricati nelle case, tranne i paramilitari ossetini … che di mestiere fanno i predoni.

Arriviamo al villaggio di Meghvrekisi, le strade sono deserte e solo dopo mezz’ora la gente comincia a fare capolino timidamente, hanno capito che siamo georgiani.

 

 

Non tardano ad arrivare lo sfogo e i racconti: le uccisioni a sangue freddo di civili da parte dei russi/ossetini, la paura di andare nei giardini e nei campi per via delle mine anti-uomo … ogni tanto salta in aria qualche animale e purtroppo non solo quello.
Un mese prima della guerra  nel villaggio di Ergenti, nostra prossima meta,  un ragazzo di quattordici anni è saltato in aria mentre giocava nel giardino della scuola.

E’ facile capire che le mine erano state messe anche prima dell’inizio della guerra, ma il motivo mi è ignoto, lo chiederò al tuttologo Sergio Romano.

Nel villaggio di Ergenti non è andata meglio con i racconti: una vecchia signora c’indica dove il figlio contadino è stato ucciso a sangue freddo sotto ai suoi occhi, altre persone ci spiegano che oltre a non avere cibo ed ad aver paura, devono bere  acqua non potabile perché le condutture sono state danneggiate, e non c’è più elettricità.

 

 

E’ passata una settimana dalla missione, la situazione non e’ cambiata se non per qualche piccolo permesso (così mi dicono!) dato dalle forze di occupazione russe alle organizzazioni umanitarie internazionali.

 

 

Siamo stati la prima organizzazione umanitaria ad entrare in Ossezia del Sud e nella Buffer zone, la missione è andata a buon fine ma ci sembra come al solito di non aver fatto abbastanza, spero che il mondo non si dimentichi tanto presto della Georgia.

Il Vice Presidente dello Scudo di San Giorgio
Lelio Orsini

Giù la maschera !

settembre 11, 2008

Ci siamo,
hanno gettato la maschera. Altro che indipendenza, “vogliamo far parte dalla Grande Madre Russia” ha dichiarato il presidente sudosseto Eduard Kokoity citato dall’agenzia di stampa russa Interfax.
“Non vogliamo creare un’Ossezia indipendente, perché così vuole la storia”, ha affermato Kokoity a un convegno di politica estera organizzato dal Cremlino a Soci, sul mar Nero.

Se qualcuno ancora crede che la guerra sia scoppiata per motivi etnici o a causa del “nazionalismo” della Georgia…dovrebbe ricredersi.

Leggete qui le biografie degli alti funzionari del governo osseto…

http://www.sos-georgia.it/documenti/Annex%202%20Russian%20officials.doc

E se gli Stati Uniti d’America si fossero annessi il Kossovo ? o l’Irak ? o l’Afghanistan ?
Cosa sarebbe successo ? Ma la Russia , si sa… può fare questo ed altro, nel silenzio di molte diplomazie occidentali. 

Fonte: Corriere della Sera

 http://www.corriere.it/esteri/08_settembre_11/ossezia_entrare_russia_ce6abbd2-7fd9-11dd-9f6f-00144f02aabc.shtml

Russia: questo è parlare da veri “peacekeeper”…

settembre 10, 2008

Prendiamo spunto dall’ennesimo voltafaccia del governo russo sull’accordo proposto dall’Europa.

http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/esteri/georgia-scontri/ucciso-poliziotto/ucciso-poliziotto.html

Leggete l’articolo, vi sembrano i toni di una superpotenza “aggredita” ? Di chi è stato “costretto” a intervenire in una guerra ? Vi sembrano i toni di qualcuno interessato alla pace ?

Naturalmente… i russi non accettano la presenza di osservatori imparziali in territorio osseto, la Georgia non solo li accetta ma auspica la loro presenza, anche in territorio georgiano!

Questo dovrebbe far riflettere tutti su questo conflitto…e sull’opportunità di accogliere la Federazione Russa in un consesso di nazioni civili ed “evolute”.

L’Ospedale di Isani

settembre 8, 2008

L’ex-ospedale di Isani, fatiscente struttura di epoca sovietica, è ora il rifugio di piu` di 1300 profughi provenienti per la maggiorparte dal territorio sotto controllo russo-osseto.


 
Questi sfollati vivono in condizioni a dir poco catastrofiche, nell`edificio manca tutto: luce (per adesso e` stata istallata con mezzi di fortuna solo su i primi due piani su otto), finestre, porte. L’acqua è molto poca e i servizi igienici sono in condizioni disastrose.


 
A loro abbiamo portato 130/140 materrassi con cuscino, purtroppo ne servirebbero molti altri.


 
Queste persone purtroppo difficilmente torneranno nella loro regione e alle loro case, ora occupate dalle milizie irregolari ossete e dai soldati russi che hanno raso al suolo e bruciato le loro case.

Lo Scudo di San Giorgio a Rustavi

settembre 8, 2008

Ecco finalmente le foto del primo aiuto portato dall`inizio della guerra.
700 bambini sfollati, di età compresa tra un giorno e un anno sono sistemati alla meglio nell’ospedale di Rustavi, nel campo profughi e presso varie famiglie.

Sono stati forniti di cibo per l’infanzia e prodotti per l’igiene ( pannolini etc.), in collaborazione con il personale medico e con l’aiuto di coordinatori locali.

 
Toccanti i racconti delle famiglie, e dei bambini che sono dovuti fuggire dai loro villaggi mentre i carri armati russi distruggevano ogni cosa.