Un giorno nella “buffer zone”

 

Cari Amici

Da quando l’esercito russo ha lasciato Gori, dando così un “contentino” ai membri della comunità internazionale che più si sono prodigati per la causa della pace, alla stampa italiana (e non solo) sembra che tutti i problemi siano finiti, che le cose si stiano aggiustando.

In realtà i Russi sono arretrati solo di qualche chilometro, decretando ufficialmente la cosiddetta zona cuscinetto – o “buffer zone” – che penetra in territorio georgiano per svariati km, a partire dal confine con la regione georgiana dell’Ossezia del Sud fino ad arrivare in prossimità di Gori. Si tratta quindi della zona off-limits protagonista della guerra lampo di agosto.

Le informazioni che circolano riguardo questa zona sono terrificanti, si parla di pulizia etnica perpetrata da mercenari ossetini sotto il via libera del comando russo, di mine anti-uomo e delle più disparate razzie.
Parte della popolazione è riuscita a fuggire, coloro che sono rimasti si trovano totalmente isolati e privati dei beni primari.
Era necessario fare qualcosa per loro. Le organizzazioni umanitarie internazionali non possono entrare ma abbiamo trovato il modo di farlo tramite un Meupe (cardinale ortodosso) che nel frattempo, proprio allo scopo di portare aiuti, ha intessuto rapporti con un generale russo comandante nella zona occupata.
Non potevamo farci scappare questa preziosa occasione quindi, con grossi sforzi, abbiamo acquistato 35 tonnellate di cibo destinato a questa povera gente.

 

 

La mattina dell’8 settembre, in base alle informazioni ricevute,  decidiamo di spingerci al di là della zona cuscinetto e di portare sei tonnellate di farina in Ossezia del Sud,  in due villaggi georgiani particolarmente colpiti.

 

 

Ufficialmente partecipano alla missione esclusivamente preti e diaconi, mi chiedono quindi per sicurezza di indossare un abito talare e così faccio insieme al mio collaboratore Merab Mikeladze.
Passando il check- point di Karaleti i soldati russi ed ossetini ci squadrano con sguardo putiniano, trascorrono dieci minuti che mi sembrano un’ora.
 
La prima cosa che posso osservare sulla strada sono due nuove grandi basi russe a pochi km dal check- point:  questo mi fa capire che da lì non se ne andranno tanto presto.
Attraversando la “zona cuscinetto”  osservo una quantità di case bruciate, di negozi svaligiati e di carcasse di macchine.
In giro non si vede nessuno, tutti sono barricati nelle case, tranne i paramilitari ossetini … che di mestiere fanno i predoni.

Arriviamo al villaggio di Meghvrekisi, le strade sono deserte e solo dopo mezz’ora la gente comincia a fare capolino timidamente, hanno capito che siamo georgiani.

 

 

Non tardano ad arrivare lo sfogo e i racconti: le uccisioni a sangue freddo di civili da parte dei russi/ossetini, la paura di andare nei giardini e nei campi per via delle mine anti-uomo … ogni tanto salta in aria qualche animale e purtroppo non solo quello.
Un mese prima della guerra  nel villaggio di Ergenti, nostra prossima meta,  un ragazzo di quattordici anni è saltato in aria mentre giocava nel giardino della scuola.

E’ facile capire che le mine erano state messe anche prima dell’inizio della guerra, ma il motivo mi è ignoto, lo chiederò al tuttologo Sergio Romano.

Nel villaggio di Ergenti non è andata meglio con i racconti: una vecchia signora c’indica dove il figlio contadino è stato ucciso a sangue freddo sotto ai suoi occhi, altre persone ci spiegano che oltre a non avere cibo ed ad aver paura, devono bere  acqua non potabile perché le condutture sono state danneggiate, e non c’è più elettricità.

 

 

E’ passata una settimana dalla missione, la situazione non e’ cambiata se non per qualche piccolo permesso (così mi dicono!) dato dalle forze di occupazione russe alle organizzazioni umanitarie internazionali.

 

 

Siamo stati la prima organizzazione umanitaria ad entrare in Ossezia del Sud e nella Buffer zone, la missione è andata a buon fine ma ci sembra come al solito di non aver fatto abbastanza, spero che il mondo non si dimentichi tanto presto della Georgia.

Il Vice Presidente dello Scudo di San Giorgio
Lelio Orsini

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33 Risposte to “Un giorno nella “buffer zone””

  1. Chiara Says:

    Salve, sono capitata nel vostro sito per caso… in effetti spulciavo internet per vedere di trovare un qualche aggiornamento su quanto sta accadendo in Georgia: i mezzi di informazione pubblica mi sembrano un po’ essenzialisti a riguardo. Mi chiedo che succederà: perchè se non ne parlano i giornali, non credo che sia perchè si tratti di una questione secondaria sul piano internazionale… mi chiedo, ma si vuol far passare la cosa sotto silenzio per non creare un’opinione pubblica e lasciare che la Russia faccia le sue porcate ed ognuno i suoi comodi senza figuracce oppure per non seminare il panico perchè è imminente un macello globale??? Non è giusto che la gente sappia poco o nulla di cosa succede laggiù. Ma se obbligo ad entrare in questo sito tutti quanti più posso, è un problema tecnicamente?

  2. Chiara Says:

    Volevo aggiungere che non vi conosco, ma siete davvero degli eroi.

  3. sosgeorgiaabkhazia Says:

    Grazie Chiara,
    è importantissimo aiutare la Georgia e aiutare gli italiani a conoscere questo paese.
    Dobbiamo sostenere una popolazione che si sente, anche culturalmente, molto vicina a noi, che confida nell’Europa e che sta veramente lottando giorno per giorno per leccarsi le ferite lasciate da ottant’anni di Unione Sovietica.

  4. Sid Moh Says:

    Salve,
    Secondo me, chiara è vittima della grande e potente macchina di disinformazione e propagandista misa appunto dal principale responsabile di tutto questo casino, cioè l’America con i suoi suditti (NATO).
    Perché tutti sono rimasti ziti quando la Georgia amazzava la popolazione civile? La reazione della Russia è più legitima di difesa, ha solo risposta alla provocazione inaccetabile.
    Tutti quelli che raccontano trasformando i fatti sono solo fazziosi o disinformati.
    le vitteme Georgiani e quelle Accetiani sono sulla coscenza dell’ingenuita del presidente Geogiano.

  5. sosgeorgiaabkhazia Says:

    Insomma, secondo lei sarebbe ancora una volta colpa dell’America.
    Ma com’e’, mi spieghi signor Moh…che è sempre colpa dell’America..ma l’America resta uno dei paesi più liberi e dove si vive meglio?

    Secondo lei perchè, di tutti i paesi che sono stati nell’orbita russa, NON UNO liberamente decide di restarvi ? Sono tutti succubi della propaganda americana ? Non le sembra un po’ ridicolo ?

  6. bumboala Says:

    Io vivo in alto adige e vi garantisco che non mi piacerebbe essere trattato così dai nosrri vicini Austriaci, ma voi sapete che cosa hanno fatto gli Italioti quando hanno occupato questo angolo di mondo, tutto lasciato fra le mani di un certo Benito Mussolini e Adolf Hitler non credo valga la pena di aggiungere altro.
    Credo che avverrebbe lo stesso nel caso di un ritorno del sud tirolo all’Austria certamente non in modo così violento ma …….. con sguardi putiani di qualche fanatico nazi e con l’appoggio certo di americani o tedeschi per nazi interposti. Ho fatto solo della fanta politica, per invitarvi a dire meno scioccheze possibili a 2.000 km di distanza e con un’informazione così faziosa che improvvisamente ha fatto di un mediocre ministro degli esteri una star televisiva non parliamo poi del presidente. Poi lasciamo perdere gli americani perchè anche voi dovreste sapere che valgono solo i loro interessi economici i georgiani possono tranquillamente tornare al creatore…….

  7. sosgeorgiaabkhazia Says:

    Mi scusi… non ho capito il suo commento. Dove starebbe poi la “faziosità” della nostra informazione ?

    Un punto mi sembra importante: non stiamo difendendo gli americani…ma la libertà dei georgiani di scegliersi l’alleato che preferiscono…

    Evidentemente tra russi e americani..c’e’ ancora qualche differenza 😉

  8. Luca Says:

    beh oddìo, per trovare la faziosità nella pagina sull’Ossezia del Sud basta scorrere tre righe, quando si richiama Budapest e Praga…è un accostamento talmente sciocco e fuorviante che persino nei nostri asserviti quotidiani è stato ripreso poche volte.

    Dite che non bisogna parlare dell’America, quando tutti gli armamenti georgiani sono stati comprati con i soldi americani. La classe dirigente georgiana è per metà composta da gente che studiava e lavorava nella West Coast, o sbaglio???

    Il punto non è chi voi difendete, ma come lo fate. Vi guardate bene da parlare del massacro di Tskhinval, dell’appoggio georgiano ai ribelli indipendentisti ceceni, del fatto che centinaia di finte ONG americane non hanno fornito uno straccio di assistenza ai profughi di Gori, degli omicidi politici nella “Georgia democratica” (Jvania, Patarkatsishvili, Jamadaev ieri pomeriggio…) e degli attentati (Sukhum ieri, ultimo di una lunga serie) che PALESEMENTE sono opera del governo georgiano.

    Sfottete Sergio Romano e altri solo perché ha argomenti più validi dei vostri…per piacere…se i russi non avessero fermato l’esercito georgiano altro che 400 morti ci sarebbero stati…

  9. sosgeorgiaabkhazia Says:

    Mi scusi Luca ma ha visto le fotografie dello scontro ? Parliamo degli armamenti americani. Cosa ha visto di armamenti americani ? un solo aereo americano? un solo carro armato americano? Un solo missile controcarro americano? Un solo pezzo d’artiglieria americano? ma l’ha fatto il militare ? sa distinguere un missile da un razzo ?

    Al massimo può aver visto qualche mimetica e qualche fucile.
    I quattro aerei russi abbattuti sono stati colpiti da missili antiaerei di fornitura ucraina ( e disegno russo).

    Le truppe meglio addestrate dai consiglieri americani poi…dove si trovavano il 7 e l’8 agosto ? Si trovavano in IRAQ !!!!

    Mi sembra basti no ?

  10. Luca Says:

    e Lei sa distinguere tra “armamenti georgiani comprati con i soldi americani” (mia espressione) ed “armamenti americani” (sua versione)?

    non ho mai detto che le batterie Grado gli aerei Su-25 sono americani!

    cerchiamo di non rigirare il discorso, come certi giornalisti che ad agosto trasmettevano le immagini delle rovine di Tskhinval accompagnate dalla didascalia “Senaki (Georgia)”

    Con quali soldi pensa che siano stati acquistati i missili, i carri ed i droni comprati da Ucraina, Macedonia, Israele ecc ecc?

    Sakartvelos Jaris Ganvitarebis Fondi Angarishis nomeri: 140070276 for USD TRANSFER: INTERMEDIARY: CITIBANK N.A. 111

    Anche a me sembra che basti…davvero…

  11. sosgeorgiaabkhazia Says:

    Lei risponde a dei fatti con delle insinuazioni… I droni sono aerei NON armati e telecomandati. I carri T-72 georgiani sono (purtroppo, dico io..) dei ferrivecchi residuo dell’esercito sovietico.

    Anche i Su – 25 non sono nuovi ma, lei sa bene, sono in Georgia dal crollo dell’Unione Sovietica.

    Quindi, di grazia, quali armamenti avrebbero acquistato i georgiani con soldi americani se non fucili automatici (neanche tanti), e droni da ricognzione ?

    http://www.sos-georgia.it

    L’antiamericanismo…continua a fare vittime ahimè.

  12. L'italiano a Mosca Says:

    Stavo cercando informazioni sulla Georgia americana ed ho visto la vostra pubblicita’ su google ed ho cliccato. Complimenti per il sito – e’ un ottimo strumento di propaganda che puo’ far cambiare idea a qualcuno poco informato sul conflitto o troppo pigro per leggere un giornale.

    E’ logico che essendo georgiani incolpate Putin e la sua banda ma e’ clamoroso che non riuscite a capire il vostro ruolo nella geopolitica moderna. Non siete altro che fantocci degli americani ossessionati dalla voglia di dominare il mondo. Mi dispiace tantissimo per il vostro popolo che soffre per colpa di un branco di stolti comprati a buon mercato dagli USA.

  13. sosgeorgiaabkhazia Says:

    Buongiorno “italiano a Mosca”. Noi non siamo georgiani, siamo italiani amici della Georgia.

    Non siamo riusciti a convincerla delle ragioni della Georgia ? mi dispiace, continui a riflettere sugli elementi di discussione che le abbiamo messo a disposizione.

    Ci sembra però che la cosa che le da più fastidio sia l’alleanza della Georgia con l’occidente. Di più, la simpatia, la vicinanza, che molti georgiani sentono nei confronti di Europa e Stati Uniti.

    Non è questione di soldi… è questione di libertà, di cultura.

    Ci spieghi perchè un popolo non dovrebbe essere LIBERO di scegliersi gli alleati e gli amici che preferisce ?

    D’altronde scusi… i georgiani non sono neanche così originali in questo: quali tra i popoli che erano nell’ombra dell’URSS si sentono oggi attratti e ben disposti nei confronti dei russi ?
    …ho capito, ora mi dirà che sono tutti pagati dagli americani etc.etc…
    ma non le sembrano discorsi da anni 70 ??

    http://www.sos-georgia.it

  14. Luca Says:

    questa è buona: “è questione di libertà, di cultura”…incredibile…di colpo il Caucaso è diventato Occidente o Europeo (le due definizioni, si badi bene, non coincidono affatto). Forse sarà il tripudio e l’abuso di bandiere UE di cui si circonda il presidente georgiano negli appuntamenti ufficiali…

    Fa veramente sorridere leggere su questo sito che “la Georgia sceglie i propri alleati, le proprie amicizie…” Non è piuttosto il contrario, ovvero che gli Stati Uniti hanno scelto la Georgia per usarla contro i russi?

    Gli USA danno tutto alla Georgia (mantengono apparati inutili come le ONG di Soros, finanziano addestramento truppe e apparati governativi), in cambio cosa fa la Georgia per gli USA?

    A voi la Georgia pare uno Stato sovrano?

  15. Adora Says:

    Salve,
    Vorrei dire solamente questo…Allora diciamo che poveri i giorgiani, e che ne dite di 1500 morti in Osetia? Perciò la domanda è questa a chi in questo caso dobbiamo autare? Io avevo un amico ..adesso è morto… non erano i russi bombardare le case e ammazare la gente civile in Osetia.
    aa e di ombra dell’ URSS chiedete a vostri amici giorgiani quanti soldi erano investiti e che cosa era construito in “povera ” Giorga quando loro erano la parte dell’ USSR.

  16. sosgeorgiaabkhazia Says:

    la Georgia, per il rsto del mondo..e non soltanto per gli USA, fa parecchie cose: contribuisce allo sforzo in Iraq, cerca di affrancarsi da quel non senso che era il mondo sovietico, si modernizza ogni giorno con nuove leggi di standard occidentale, combattendo la corruzione, svecchiando la burocrazia !
    Crede che sia propaganda ? E’ mai entrato in Georgia ? le sembra che il passaggio del confine sia come quello per entrare in Russia ? Ma se per visitare la Russia è ancora necessario, nel 2008 !!! procurarsi e pagare un falso invito da parte di un’agenzia turistica…signori miei ! Questa è la differenza tra un paese che cerca di avanzare, pur tra mille difficoltà… e la Russia..che vive solo di frustrazioni.

  17. Luca Says:

    perbacco, la Georgia contribuisce allo sforzo in Iraq! Quale onore!
    Questo si che è un merito grande, oltre 500.000 civili iracheni uccisi dall’inizio della guerra e la culla della civiltà ridotta ad un mucchio di macerie. Una guerra che, evidenziarlo non fa mai male, è partita con la scusa di cercare armi chimiche che tutti sapevano non esistere…

    Comunque per avere il visto russo può anche esibire la prenotazione alberghiera, io ho fatto così. Non mi risulta poi che la Russia sia il solo paese con visto di ingresso. E cosa mi dice dei moduli per entrare nella “più grande democrazia del mondo”?

    Io non so se la Russia viva di frustrazioni, ma non posso fare a meno di ridere di chi scrive che la colpa georgiana è quella di scegliere i propri alleati…cosa “sceglie” oggi il governo georgiano? casomai è il contrario, no?

  18. sosgeorgiaabkhazia Says:

    Permettetemi, c’e’ un qualcosa di ridicolo sullo sfondo di questa discussione.
    Io non so cosa lei sappia della Georgia, se conosce il Caucaso oppure no.

    Certo è che si finisce sempre a discutere degli Stati Uniti.
    Le principali parti in causa in questo caso sono la Georgia, la Russia e i governi separatisti Osseto e Abkhazo.

    Alle nostre argomentazioni le risposte però riguardano il Kossovo (ricordiamo che la Georgia è sempre stata contraria al riconoscimento della sua indipendenza), gli USA, Bush, etc.

    Mi sembra che questo confermi la nostra tesi. Questa guerra è stata voluta da una Russia frustrata che, invece di occuparsi dei suoi problemi interni, cerca di darsi arie da superpotenza usando la forza militare.

    Le dichiarazioni russe lo dimostrano: “con la Guerra in Georgia la Russia ha dimostrato di essere di nuovo un attore internazionale al massimo livello”.

    http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/mondo/news/2008-09-30_130223359.html

    http://www.clandestinoweb.com/sondaggi-da-tutto-il-mondo/russia-il-51-la-vuole-potenza-mondiale.html

    http://www.fattisentire.net/modules.php?name=News&file=article&sid=1748

    Che tristezza, povera Russia, paese di disperati…

  19. Luca Says:

    certo che si finisce per parlare degli Stati Uniti, se Lei mi tira fuori l’Iraq…questo ad esempio è un aspetto del tutto ridicolo…

    Scommetto che anche gli attentati di Sukhum e Tskhinval (ieri) sono opera dei russi, Lei cosa ne dice? magari per prolungare il ritiro dei militari, beh certo…

    Invece di ripetere la filastrocca della povera Russia decaduta (“decaduta” poi sarebbe da verificare), si potrebbe scendere dal pulpito e rispondere su punti concreti.
    Scusi tanto ma io di potenze mondiali che mirano a destabilizzare i propri confini con delle guerre non ne ho mai visti.

    e…come sempre accade ai “giusti”, mai una parola di pentimento sul massacro provocato dall’invasione di Tskhinval…

  20. sosgeorgiaabkhazia Says:

    eh no, la differenza è proprio questa: noi non possiamo sapere chi ha organizzato l’attentato di ieri… al massimo possiamo fare dei ragionamenti e pensare magari che convenga più ai russi che ai georgiani, possiamo pensare che , viste le caratteristiche del territorio cosiddetto sud-osseto, sia molto difficile per dei georgiani fare una cosa del genere….
    però non facciamo difese “d’ufficio” di nessuno. Neanche della Georgia.
    Quali elementi “diretti” abbiamo in questo caso per sostenere l’innocenza dell’uno o dell’altro ?

    Lei naturalmente avrà le prove…

  21. Luca Says:

    concordo con Lei.

    Tuttavia chi conosce l’Ossezia sa benissimo che, almeno prima dell’invasione georgiana dell’8 Agosto, la presenza di villaggi controllati da truppe georgiane non era una rarità. Ancora oggi, oserei dire fortunatamente, permangono molti georgiani a Tskhinval.

    I Russi, giusto o sbagliato che sia, fanno ciò che vogliono in Ossezia del Sud. Non hanno certo bisogno di attentati per giustificare la loro permanenza.

    E poi, lo ripeto, non esistono potenze mondiali (o presunte tali) che vogliano destabilizzare i propri confini con la guerra.

  22. sosgeorgiaabkhazia Says:

    mah, è sempre stata politica di una certa parte giocare con le nazionalità per indebolire “l’estero vicino”….

    il resto sono illazioni.

  23. Adora Says:

    “Ma se per visitare la Russia è ancora necessario, nel 2008 !!! procurarsi e pagare un falso invito da parte di un’agenzia turistica…signori miei ! ” E per visitare Italia che cosa bisognia fare? Lei ha risposto da solo:”procurarsi e pagare un falso invito da parte di un’agenzia turistica…signori miei !”.
    e poi ripetola domanda: che ne dite di 1500 morti in Osetia? Perciò la domanda è questa a chi in questo caso dobbiamo autare?

  24. sosgeorgiaabkhazia Says:

    In diplomazia vice il principio di reciprocità, i cittadini europei e americani per andare in Georgia non necessitano neanche del visto !

    E’ come se andassero in Europa o in Turchia.

    1500 morti in Ossezia ? ma dove ha letto queste cifre ? sui bollettini del Cremlino o su una rivista umoristica ?
    Legga i rapporti delle organizzazioni umanitarie internazionali ( quelle poche che hanno potuto avere accesso alle zone di guerra ).

    Ricordo che mentre in Georgia i giornalisti potevano e possono andare dappertutto…in Ossezia questo non è ancora possibile.
    Questa è una delle differenze tra i paesi seri e avanzati…i paesi LIBERI e la Russia e i suoi amici. Non ci vuole molto per rendersi conto di questo.

  25. Luca B. Says:

    Non capisco molto il senso di questa discussione perchè ho appena scoperto il sito. Devo dire che gli argomenti della redazione mi sembrano strani: che la Georgia sia un paese libero ho qualche dubbio. Certo, i giornalisti potevano girare liberi a Gori ed infatti sono morti, non era meglio tenerli fuori da certe zone?
    Mi risulta anche che TV e siti internet russi siano stati oscurati in Georgia durante la guerra, perché?

    Le stime ufficiali del governo dell’Ossezia del Sud a settembre parlavano di oltre 350 morti accertati ed identificati. Non credo sia difficile arrivare a contarne almeno 500 aggiungendovi i dispersi, i corpi dilanianti da incendi, i morti negli ospedali. Non saranno forse 1500, ma che sia una strage non ci sono dubbi!
    Se fossero 1500 i morti ossetini vi procurerebbero un senso di colpa? non credo…

    x ADORA, Lei è ossetina? esiste un modo per fare delle offerte per le vittime della guerra in Ossezia?

  26. Adora Says:

    ma che centra se per i cittadini europei, emericani serve il visto o no. io Le o risposto sulla la sua frase di falsi documenti per ottenere il visto per Russia. Che in realta Lei puo semplicemente prenotare l’albergo senza fare i documenti falsi. poi Lei ha i parenti in Osetia? io si. Perciò le consiglio di stare zito quando parla di “rivista umoristica”. E poi se vuole andare come la giornalista in Osetia non c’è problema anzi quando qua su i telegiornali facevano vedere la Giorgia erano gli immagini di Osetia. Perciò non ho capito dove il problema di entrare in Osetia? Le dico anche di piu io non avevo niente contro i giorgiani, pero quando hanno amazatto il mio amico (che neanche era un soldato russo) e hanno amazzatto tante persone che conoscevo io. Mi sembra tutto di qui parlate nel suo blog cosi buffo. è bello stare in Italia e racontare dei “poveri” giorgiani e cosi “cattivi” russi. Forse non reuscite a dimenticare la USSR?

  27. sosgeorgiaabkhazia Says:

    In Ossezia del sud….c’erano solo giornalisti russi !
    Gli altri non potevano entrare ( e anche adesso…).

    Come può confermarmi … la Russia a tutt’oggi non è un paese dove io possa entrare e andare dove come e quando voglio come posso fare in Georgia o in qualsiasi paese europeo.
    E’ un vero peccato naturalmente che la Russia sia in queste condizioni..forse il paese dovrebbe evolversi invece di pensare a fare ancora la potenza colonialista.. ahi ahi

    Sono dispiaciuto per il suo amico da un punto di vista personale…ma questo non cambia assoultamente i termini della questione.

  28. giorgio Says:

    I termini della questione sono infatti semplici: il governo georgiano e’ in mano a dei criminali, perche’ incominciano una guerra di aggressione per risolvere una disputa territoriale, e pure deficienti, perche’ hanno sbagliato tutte le loro previsioni sulla reazione russa. Il meglio che potreste fare per la Georgia e’ auspicare che Shakasvili e compagni lascino il governo a qualcuno che sappia tutelare meglio gli interessi del popolo georgiano.

  29. Luca B. Says:

    chiedetelo agli operatori della TV Imedi come è libera e democratica la Georgia di oggi.

    che ci fossero solo giornalisti russi in Ossezia è una grande bugia, per capirlo vi basterebbe fare un giro in internet a verificare agenzie svizzere, tedesche e francesi… anche oggi, facendo richiesta nelle sedi istituzionali opportune, è possibile andarci. In Ossezia ci sono stati anche operatori umanitari italiani ed altri andranno questo inverno.

    La polemica sui visti è un po’ ridicola, dato che non mi pare basti la Carta d’Identita italiana per visitare gli USA, o sbaglio?

    Forse è anche il caso di ricordare che la Russia sfama oltre 1.000.000 di georgiani a Mosca e dintorni…

  30. sosgeorgiaabkhazia Says:

    La grande differenza è che se in Georgia ( come in Italia e in altri paesi ) , il comportamento del governo solleva dubbi, la comunità internazionale può intervenire, i cittadini possono manifestare, le cose si svolgono sotto gli occhi di tutti.

    Per i georgiani è NORMALE ritenere responsabile il governo nel bene e nel male…e criticarlo. Questo NON avviene in Russia..è sotto gli occhi di tutti.

    Avete visto i commenti Russi dopo la guerra in Georgia ? “abbiamo dimostrato che siamo di nuovo una grande potenza”, “oggi il mondo deve di nuovo fare i conti con noi “, “la guerra in Georgia è stato il nostro 11 settembre, ora la Russia torna a contare nel mondo” , “non abbiamo paura della NATO”…”la Russia non ha bisogno dell’Unione Europea”.

    Se non è frustrazione questa…poveri russi.

  31. sosgeorgiaabkhazia Says:

    ..per la cronaca..glioperatori umanitari, ancora settimane dopo la fine delle ostilità…dovevano camuffarsi da religiosi per entrare nel territorio controllato dai Russi…
    Cerchiamo di guardare alla realtà… non dico il comunismo, ma almeno lo zarismo dovrebbe essere finito !

  32. Luca B. Says:

    “camuffarsi”? ah ah, forse quella è la strada per chi ha affari strani da fare nella zona… in realtà basta fare i documenti al Ministero degli Interni russo a Vladikavkaz. State scrivendo parecchie inesattezze, altro che parrucca e baffi finti!

    Sulla guerra non credo che ci troveremo d’accordo, arrivereste a dire che la conferenza stampa con cui il Ministro georgiano per la Reintegrazione annunciava l’operazione militare in RSO è una montatura dei russi.

    Cerchiamo, appunto, di guardare alla realtà…

  33. sosgeorgiaabkhazia Says:

    gli “affari strani ” sono ben documentati dalle foto… povera Russia…

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